La lunga spiaggia sabbiosa di Torre dell'Orso chiusa da falesie sulla costa adriatica
La spiaggia di Torre dell'Orso, sulla costa adriatica salentina — foto: Falk2 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

La prima cosa da capire del mare salentino è che non ce n'è uno solo. La penisola è stretta e bagnata da due mari: lo Ionio a ovest e l'Adriatico a est. Da una base nell'entroterra si raggiungono entrambi in giornata, e questo è il vero vantaggio: quando su un versante il vento non aiuta, si attraversa la penisola e si trova acqua calma dall'altra parte.

Lo Ionio: sabbia e fondali bassi

La costa ionica è quella dell'immaginario da cartolina: lunghi arenili di sabbia chiara, dune coperte di macchia mediterranea e fondali che degradano lentamente, spesso con l'acqua all'altezza del ginocchio anche a decine di metri dalla riva. È il tratto più adatto alle famiglie con bambini piccoli e a chi ama nuotare in acqua tiepida.

Da nord verso sud si incontrano le grandi spiagge dell'area di Porto Cesareo, con la sua area marina protetta, e poi tutta la fascia che scende verso Gallipoli. Più a sud ancora, la costa si fa mista: a Santa Maria al Bagno e a Santa Caterina la sabbia lascia spazio a calette, scogliere basse e grotte, con acque particolarmente limpide.

L'Adriatico: roccia, falesie e acqua profonda

Il versante adriatico ha un carattere completamente diverso. A nord di Otranto si trovano ancora spiagge ampie e sabbiose — la zona dei laghi Alimini, Torre dell'Orso con la sua mezzaluna chiusa tra due promontori, le baie della costa di Melendugno — mentre scendendo verso sud la costa si alza progressivamente in falesie calcaree, con calette raggiungibili solo a piedi e piattaforme rocciose da cui ci si tuffa direttamente.

È il regno delle grotte marine: la costa tra Otranto e la punta della penisola ne è letteralmente traforata, e molte si osservano solo dal mare. Chi cerca acqua profonda, snorkeling e panorami verticali trova qui il suo ambiente ideale.

Consiglio pratico: quando il vento soffia forte da un versante, il mare dell'altro è quasi sempre più calmo. Prima di decidere la spiaggia conviene dare un'occhiata alla direzione del vento: nel Salento cambiare mare costa poco più di mezz'ora di auto.

Porto Selvaggio, il caso a parte

Sul lato ionico c'è un tratto che non somiglia a nessun altro: il Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano. Qui non ci sono strade che arrivano al mare: si lascia l'auto e si scende a piedi attraverso una pineta, fino a una baia di ciottoli con acqua trasparente e fredda per via delle sorgenti sottomarine. È la scelta giusta per chi mette in conto una camminata in cambio di un contesto naturale intatto.

Spiagge libere e stabilimenti

Su entrambe le coste convivono tratti liberi e tratti attrezzati. In alta stagione le spiagge più note si riempiono presto, mentre nelle prime ore del mattino e dopo le sedici si trova molto più spazio. Chi soggiorna nell'entroterra ha un vantaggio pratico: non dipende dal parcheggio del proprio tratto di costa e può spostarsi in base a come si mette la giornata.

Qualche accortezza pratica

Sull'Adriatico roccioso le scarpette da scoglio fanno la differenza, soprattutto dove si entra in acqua da piattaforme calcaree. Sulle spiagge libere l'ombra naturale è quasi sempre assente: ombrellone, acqua e un cappello sono il minimo indispensabile nei mesi centrali. A Porto Selvaggio l'acqua è sensibilmente più fredda che altrove per via delle sorgenti sottomarine, e la discesa a piedi richiede scarpe chiuse.

Un'ultima raccomandazione riguarda l'ambiente: dune, pinete e macchia mediterranea sono in molti tratti aree protette e vanno attraversate solo sui camminamenti segnalati. Sono ecosistemi fragili, e proprio da loro dipende il paesaggio per cui si viene fin qui.

Come organizzare le giornate di mare

Un criterio semplice funziona quasi sempre: Ionio quando si vuole sabbia, comodità e tramonto sull'acqua; Adriatico quando si cerca acqua profonda, scogli, grotte e l'alba sul mare. Alternare i due versanti nell'arco della settimana è il modo migliore per capire quanto sia varia questa penisola apparentemente piccola.

E dopo il mare resta la parte migliore della giornata: rientrare, sciacquare la sabbia e finire il pomeriggio in piscina, senza rifare la strada verso la costa.

Il rientro dopo la spiaggia

Piscina, giardino e barbecue: dopo una giornata di mare la villa è il posto dove rallentare, senza rimettersi in coda sul lungomare.