Il Salento è una penisola stretta: dallo Ionio all'Adriatico si passa in poco più di un'ora di auto, e questo cambia completamente il modo di organizzare una vacanza. Non serve spostare la valigia ogni due giorni, serve piuttosto scegliere una base tranquilla nell'entroterra e uscire ogni mattina in una direzione diversa. L'itinerario che segue è pensato così: sette giornate, ognuna con un tema, senza chilometri inutili.
Giorno 1 — Lecce, il barocco come punto di partenza
Cominciare dal capoluogo aiuta a capire tutto il resto. Lecce è costruita in pietra leccese, un calcare tenero e dorato che si lascia scolpire come il legno: da qui nasce il barocco leccese, con la sua ossessione per i dettagli. La Basilica di Santa Croce, piazza del Duomo chiusa su tre lati come un salotto e l'anfiteatro romano affiorato in piazza Sant'Oronzo si vedono comodamente a piedi in una giornata. Le porte monumentali — Porta Napoli, Porta Rudiae, Porta San Biagio — segnano ancora oggi i confini della città vecchia.
Giorno 2 — Galatina e l'entroterra
Il secondo giorno resta vicinissimo: Galatina è a una decina di minuti di auto dalla villa. Qui la Basilica di Santa Caterina d'Alessandria conserva un ciclo di affreschi tra i più importanti del Sud, tanto da essere soprannominata la Cappella Sistina del Salento. Nello stesso centro storico c'è anche la piccola cappella di San Paolo, legata alla lunga storia del tarantismo. E, per tradizione, la mattina si apre con un pasticciotto: proprio a Galatina questo dolce di pasta frolla e crema è nato.
Giorno 3 — Gallipoli e la costa ionica
A circa mezz'ora di auto si arriva a Gallipoli, la perla dello Ionio: il centro storico occupa un'isola collegata alla terraferma da un ponte, con il castello a guardia dell'ingresso e i vicoli che finiscono quasi tutti sul mare. È una tappa che si presta bene a una giornata mista, metà in spiaggia e metà tra le mura, con il tramonto sulla scogliera occidentale come chiusura naturale.
Giorno 4 — Otranto e il versante adriatico
Cambiare mare vuol dire cambiare paesaggio. Otranto, il comune più orientale d'Italia, si raggiunge in una cinquantina di minuti: il castello aragonese sul porto e la Cattedrale, con il suo straordinario mosaico pavimentale medievale, valgono da soli il viaggio. Da qui in giù la costa diventa rocciosa e frastagliata, ideale per una passeggiata panoramica lungo la litoranea.
Giorno 5 — Porto Selvaggio, Santa Caterina e Santa Maria al Bagno
Una giornata dedicata al tratto di Ionio più selvaggio. Il parco naturale regionale di Porto Selvaggio si attraversa a piedi tra pini d'Aleppo e macchia mediterranea prima di scendere alla baia; poco più a nord Santa Caterina e Santa Maria al Bagno alternano calette, scogliere basse e lungomare tranquilli. A Santa Maria al Bagno il Museo della Memoria e dell'Accoglienza racconta la storia dei profughi ebrei ospitati su questa costa nel dopoguerra: una pagina poco nota e molto intensa.
Giorno 6 — Fino alla punta della penisola
Chi ha voglia di una giornata più lunga può scendere verso Santa Maria di Leuca, dove il santuario De Finibus Terrae e il faro segnano simbolicamente la fine della terra. La strada del ritorno lungo la costa adriatica, tra falesie e grotte marine, è uno dei tratti più spettacolari del Salento.
Giorno 7 — Un giorno senza auto
L'ultima giornata è quella che di solito manca a chi programma troppo: nessuno spostamento, colazione lenta, piscina, una passeggiata tra gli ulivi e i muretti a secco della campagna intorno ad Aradeo e Cutrofiano. È anche il momento buono per una cena all'aperto e per capire perché, di ritorno a casa, del Salento si ricordano tanto i monumenti quanto i ritmi.
Sette giorni non bastano a vedere tutto, e va bene così: la penisola è piccola ma densa, e la seconda volta si arriva sapendo già cosa recuperare.
Una base tranquilla al centro del Salento
Due alloggi indipendenti con piscina e giardino tra Aradeo e Cutrofiano: da qui Lecce, Gallipoli e Otranto sono tutte a portata di giornata.