Il Salento non è solo un luogo estivo. Nel pieno dell'inverno, quando la campagna è spoglia e i paesi sono silenziosi, a Novoli, in provincia di Lecce, si accende una delle feste del fuoco più spettacolari d'Italia: la Fòcara, il grande falò dedicato a Sant'Antonio Abate.
Che cos'è la fòcara
Il termine deriva dal dialetto salentino e indica un grande falò costruito per la festa del santo. Quella di Novoli non è però una semplice catasta: è una struttura di forma conica, alta decine di metri, costruita a mano nell'arco di settimane con migliaia di fasci di tralci di vite raccolti dopo la potatura nelle campagne circostanti. La sua realizzazione richiede tecnica, esperienza e un lavoro collettivo che coinvolge il paese intero: per questo la fòcara viene descritta come un vero monumento di arte contadina.
Sant'Antonio Abate, il santo del fuoco
Sant'Antonio Abate è tradizionalmente considerato protettore degli animali ed è associato al fuoco in gran parte della devozione popolare europea. La venerazione dei novolesi nei suoi confronti è molto antica, con radici probabilmente risalenti all'epoca bizantina; ufficialmente il santo divenne patrono di Novoli nel 1664. Il rito del falò si ripete da oltre tre secoli.
Quando si accende
Il momento centrale è la sera del 16 gennaio, vigilia della ricorrenza liturgica del santo: la fòcara viene accesa e il fuoco prende forza lentamente, per poi ardere tutta la notte e continuare a bruciare anche nelle ore successive. Il 17 gennaio, giorno della festa, le celebrazioni religiose e gli eventi proseguono attorno al falò ancora acceso. Nella tradizione locale l'accensione segna anche simbolicamente l'inizio del periodo di carnevale.
Il valore simbolico
La fòcara non è solo uno spettacolo. I tralci di vite che la compongono sono materiale di scarto della potatura, cioè il residuo di un ciclo agricolo che si chiude: bruciarli significa liberare la terra per la stagione successiva. Il fuoco di metà gennaio è quindi un rito di rinascita, come accade in molte feste invernali del Mediterraneo, e insieme un gesto di memoria collettiva che tiene insieme le generazioni di un paese.
Attorno al falò
La festa di Sant'Antonio Abate a Novoli non si esaurisce in una sera: i festeggiamenti si distribuiscono nell'arco di più giornate, tra riti religiosi, processioni, momenti musicali e appuntamenti dedicati alla tradizione contadina. È una delle occasioni migliori per vedere un Salento diverso da quello balneare, fatto di comunità, campagna e stagioni.
Il fuoco nel calendario salentino
Sant'Antonio Abate non si festeggia solo a Novoli. A metà gennaio, in molti paesi del Salento, davanti alle chiese e nei quartieri si accendono falò più piccoli, spesso accompagnati dalla benedizione degli animali, che è il tratto più antico del culto del santo. La fòcara di Novoli è la più grande e la più conosciuta, ma fa parte di una rete diffusa di riti invernali del fuoco che attraversa tutta la penisola salentina.
È anche il mese in cui la campagna si mostra nella sua versione più essenziale: ulivi appena potati, vigne spoglie, muretti a secco perfettamente visibili senza la vegetazione estiva. Guardando i filari si capisce da dove arrivano le migliaia di tralci che finiscono ammassati in piazza, e il legame tra la festa e il lavoro agricolo diventa immediatamente chiaro.
Come informarsi
Il calendario preciso degli appuntamenti, gli orari dell'accensione e le modalità di accesso all'area cambiano di anno in anno. Per programma e informazioni aggiornate conviene consultare esclusivamente i canali ufficiali del Comune di Novoli e della fondazione che cura la manifestazione, che pubblicano nelle settimane precedenti tutte le indicazioni utili, comprese quelle su viabilità e parcheggi.
Chi capita nel Salento in gennaio ha in mano un'occasione rara: vedere questa terra nella sua versione più autentica, con il freddo addosso e un fuoco altissimo davanti.
Il Salento anche fuori stagione
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