Una via del centro storico di Galatina con i palazzi in pietra e i balconi in ferro battuto
Il centro storico di Galatina — foto: Lupiae · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Galatina è a pochi minuti di auto dalla villa, e per chi la visita in estate può capitare di trovarla in festa. I patroni della città sono i santi Pietro e Paolo, celebrati il 29 giugno: una ricorrenza diffusa in tutta Italia, che però qui ha assunto nei secoli un significato del tutto particolare.

La cappella di San Paolo

Nel centro storico, incastonata tra i palazzi, si trova una piccolissima cappella dedicata a San Paolo. Non colpisce per dimensioni né per decorazione, ma è uno dei luoghi più densi di memoria dell'intero Salento. Secondo la tradizione, il santo avrebbe concesso ai galatinesi il potere di guarire chi era stato morso da ragni velenosi — le tarante — e all'interno della casa attigua si trovava un pozzo la cui acqua veniva bevuta come parte del rito.

Che cos'era il tarantismo

Dal Medioevo fino alla fine degli anni Cinquanta del Novecento, la cappella fu il punto d'arrivo del fenomeno noto come tarantismo: una sindrome culturale documentata nell'Italia meridionale, con radici antichissime, che colpiva soprattutto le donne delle campagne. Il morso della taranta era la spiegazione simbolica di uno stato di crisi che veniva affrontato attraverso un rito domestico di musica e danza — la pizzica — suonato per ore, e che a Galatina trovava la sua conclusione.

Il fenomeno è stato studiato in profondità dall'antropologo Ernesto De Martino, la cui celebre ricerca sul campo nel Salento confluirà nel libro La terra del rimorso, oggi considerato un classico dell'antropologia italiana.

Consiglio pratico: la cappella è un luogo piccolo e non un'attrazione turistica. Chi vi si reca, durante la festa o negli altri giorni dell'anno, lo faccia con rispetto: per molte famiglie del Salento quella storia è memoria familiare recente, non folklore.

Come si svolge la festa

La celebrazione dei patroni si concentra tra il 28 e il 29 giugno. Alla dimensione liturgica — messe, processione, festeggiamenti in città — si affianca da anni una dimensione musicale spontanea: nella notte tra il 28 e il 29 il centro storico si riempie di gruppi di tamburellisti e di ronde improvvisate, cerchi di persone che suonano e ballano la pizzica fino all'alba. La mattina del 29 la vita si concentra attorno alla cappella di San Paolo.

Tra rito e memoria

Quella che si vede oggi non è la sopravvivenza del tarantismo storico, che si è esaurito da decenni, ma la sua rielaborazione collettiva: un modo con cui una comunità continua a fare i conti con la propria storia, tra devozione religiosa, musica popolare e ricerca identitaria. È anche per questo che la notte del 28 giugno a Galatina attira ogni anno musicisti, studiosi e curiosi da tutto il Salento.

Il resto della città

Chi arriva per la festa dovrebbe dedicare tempo anche al resto di Galatina: la Basilica di Santa Caterina d'Alessandria, con i suoi cicli di affreschi quattrocenteschi, è a pochi passi, e il centro storico si gira comodamente a piedi tra portali scolpiti e corti interne. Ed è qui, non va dimenticato, che nasce il pasticciotto.

Dalla cappella al palco

Il repertorio musicale nato attorno a quel rito è uscito da tempo dal contesto in cui era stato prodotto ed è diventato uno dei linguaggi musicali più vitali del Sud. Tamburello, violino e organetto, che accompagnavano la terapia domestica, oggi si ascoltano nei grandi festival estivi e nelle ronde spontanee che si formano nelle piazze dei paesi.

Questa doppia vita — memoria dolorosa da un lato, musica di festa dall'altro — è la ragione per cui il tarantismo continua a essere discusso nel Salento. Chi arriva a Galatina alla fine di giugno assiste esattamente a questo cortocircuito: una cappella minuscola, una devozione secolare e centinaia di persone che suonano fuori, nella stessa notte.

Informazioni aggiornate

Programma religioso, orari delle celebrazioni ed eventi collaterali cambiano ogni anno. Per informazioni affidabili conviene consultare i canali ufficiali del Comune di Galatina e della parrocchia, che pubblicano il calendario nelle settimane precedenti la ricorrenza.

Galatina a dieci minuti di auto

La villa si trova tra Aradeo e Cutrofiano, in piena campagna salentina: Galatina e il suo centro storico sono la meta più vicina.